domenica 11 febbraio 2018

Quinto libro


IL POZZO DELLA SOLITUDINE
di
Radclyffe Hall
(The Well of Loneliness, 1928, Inghilterra)


Un classico, rimandabile ma non evitabile! Nel tempo è stato nei cataloghi di molte case editrici, attualmente è pubblicato da Corbaccio, con la traduzione di Annie Lami:

"Nello splendore della villa di famiglia di Morton Hall, Sir Philip e Lady Gordon aspettano la nascita dell'erede. Quando anziché il maschio desiderato, nasce una femmina, decidono comunque di chiamarla Stephen. La bambina rivela ben presto abitudini e atteggiamenti che la rendono diversa dalle sue coetanee e la isolano da chi la circonda. Raggiunta la maturità Stephen Gordon si innamorerà perdutamente di un'altra donna... Pubblicato nel 1928 in un'Inghilterra ancora scossa dal processo a Oscar Wilde, il romanzo suscitò scandalo e costò all'autrice una denuncia per oscenità che ebbe come conseguenza la messa al bando del libro."

Link: corbaccio.it

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2 commenti:

  1. Accidenti che romanzone! "Datato"? Sì, ma più nel senso di "storico" che di superato e ormai inutile. Bel personaggio, bella scrittura. Io ho aspettato decenni prima di inoltrarmi in questi capitoli (mi ero sempre fermata alle prime pagine... E sì, infastidita dal linguaggio). Bisogna essere "libere e soddisfatte" per riuscire a sentire e apprezzare la voce forte dell'autrice.
    Un modo obsoleto di vedere il lesbismo e gli "invertiti" tutti, come vengono chiamati nel romanzo? Certo ma non è lo sguardo dell'autrice! E' il mondo di allora, dell'ambiente descritto che si esprime così, non certo l'autrice. L'autrice invece è soprattutto lì nelle frasi che fa dire alla istitutrice della giovane Stephen, quando la verità sulla propria natura affiora finalmente e rumorosamente, scandalosamente, persino agli occhi del personaggio stesso (io sto leggendo la traduzione di Lucio Angelini della Grandi Tascabili Economici Newton):
    "Hai una grande opera da compiere, preparati! [...] Niente è totalmente sbagliato o sprecato, ne sono sicura. E facciamo tutti parte della natura. Un giorno il mondo lo riconoscerà, ma nel frattempo c'è tantissimo lavoro che ti aspetta. Per il bene di tutti gli altri che sono come te, anche se meno forti e meno dotati, tocca a te avere il coraggio di cavarne del bene [...]".
    Diciamo che il famoso concetto dell'orgoglio gay nasceva così! A curare la ferita del disprezzo altrui, della discriminazione pesante e irrazionale.

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  2. A lettura conclusa: Probabilmente l'autrice è più nel personaggio Valérie Seymour (veramente libera di fronte ai pregiudizi) che in Stephen Gordon (afflitta anche dalla propria omofobia interiorizzata). Concludendo è un "COME ERAVAMO".

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