lunedì 15 gennaio 2018

Quarto libro








La stanza di Giovanni
di James Baldwin 

(Giovanni's Room, 1956, U.S.A.)

Fandango Libri, 2017. Traduzione di Alessandro Clericuzio


Incontro, a Parigi, di due giovani uomini, uno statunitense e l'altro italiano, Giovanni. Storia d'amore, anzi di amori (bisessualità del protagonista), e di indecisioni, di ambiguità e spudoratezze, di vergogne e di paure. Prosa intima e intensa.

Note e atmosfere che ricordano Henry Miller per certi aspetti e Anaïs Nin per altri.

Il romanzo presso l'editore: Fandangoeditore.it



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4 commenti:

  1. Mi ha colpito molto. Mi ha ricordato la lettura di Miller e di Nin. La Parigi degli americani nel dopo-guerra. Essere americani nel momento storico in cui ciò significava, in Europa, positività e costruttività. E la lotta interiore di un bisessuale, in un momento in cui eterosessualità era "la normalità". Vien voglia ci leggere tutto il resto dell'autore!

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  2. Amore ed odio, tenerezza e dolcezza, trasparenza e slealtà, incertezza e sgomento: questi i sentimenti che traspaiono dal libro, in un viaggio alla scoperta di sè stesso, "calpestando", ove necessario, chiunque interagisca con lui; fredda analisi e consapevolezza che, spesso, si agisce a qualsiasi costo pur di scappare dalla dura realtà.

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  3. Un libro che vale la pena leggere. Ma il protagonista è un egoista con cui diffilcilmente ci si può immedesimare.

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  4. Uhm... eppure tanta gente resta a lungo indecisa su molte cose! Forse non ci si può immedesimare con il protagonista ma sicuramente ne riconosciamo (conosciute direttamente o indirettamente) le debolezze e le paure.

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